ANNO VIII - NUMERO 1 - 15 GENNAIO 2021

EU-OSHA Summit – Michel Morganti, i risultati in Sofidel

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In occasione dell’EU-OSHA Summit 2017 di chiusura della Campagna 2016-2017 “Ambienti di lavoro sani e sicuri ad ogni età” abbiamo intervisto Michel Morganti, HSE Manager della Sofidel, per capire i risvolti per le aziende.

 

In questi due anni della campagna avete sperimentato nuovi sistemi e metodi relativamente alla Campagna EU-OSHA?

Noi abbiamo lavorato soprattutto sul benessere, sulla promozione della salute sul luogo di lavoro. Perché promuovendo una vita sana i lavoratori invecchiare meglio e soprattutto in salute, questo si ripercuote sulla sicurezza aziendale ma anche sulla produttività.

Abbiamo incentivato cibi sani nei distributori aziendali ed attività fisica. Siamo nella fase iniziale perché i due anni della Campagna EU-OSHA sono il punto di partenza per un percorso lungo.

I lavoratori, anche con gli interventi informativi del Medico Competente, hanno recepito bene il “nuovo” cibo e sono stati molto entusiasti.

Attualmente lo abbiamo fatto sui 1200 dipendenti italiani ed esporteremo il modello negli altri siti esteri dell’azienda.

Abbiamo creato dei gruppi di corsa per nazioni – siamo presenti in 13 stati – con la Sofidel Running, in cui gli stabilimenti gareggiano per un unico obiettivo quello di coprire in un anno la distanza del “giro del mondo”. Non solo corsa però valgono anche le camminate ed il jogging.

Come si orienta una grande azienda come la Sofidel in ambito salute e sicurezza tra lavoratori adulti e giovani?

La nostra realtà lavorativa utilizza macchine molto avanzate ed abbiamo pochi lavori ripetitivi o manuali. Il valore dei lavoratori adulti è molto importante per trasferire ai giovani il know-how tecnologico, l’utilizzo dei macchinari e soprattutto la sicurezza nello stabilimento.

Abbiamo dei gruppi di lavoratori adulti che svolgono il ruolo di formatori in tutte le nazioni e questo è il successo nei rapporti adulti-giovani a livello aziendale.

La campagna ha portato molte aziende a valutare effettivamente il rischio differenze di età, quali sono i risultati emersi?

E’ un rischio difficile da valutare perché va contestualizzato all’azienda e ci sono molte variabili. Nell’ambito industriale è difficile adattare i posti di lavoro alle differenti età, per questo noi abbiamo puntato sulla salute dei lavoratori.

Per i nuovi stabilimenti le postazioni di lavoro saranno studiate per le differenti età.

I risultati effettivi della valutazione li vedremo tra qualche anno, migliorando la qualità e gli stili di vita.

Con quale spirito il managment aziendale ha vissuto la Campagna?

Il managment è stato coinvolto fin da subito trattandosi di un progetto volontario.

Abbiamo coinvolto la Direzione di stabilimento, i responsabili di produzione, le parti sindacali e la ASL perché per affrontare questo tema dovevamo viaggiare tutti in un’unica direzione.

Sono stati creati dei gruppi di lavoro con adesione volontaria anche dei lavoratori per implementare il progetto.

Il managment ha capito l’importanza di prevenire sui giovani e migliorare lo stile di vita degli adulti tanto da voler estendere anche nelle altre nazioni quanto fatto in Italia.

 

Safety Focus – Anno IV – Numero 09 Speciale – 27 Novembre 2017

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