ANNO IV - NUMERO 11 - 20 DICEMBRE 2017

Safety Leadership Event, seconda edizione a Firenze

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Nel centralissimo Teatro Odeon di Firenze si è tenuta, il 29 novembre, la seconda edizione del Safety Leadership Event organizzato dalla Fondazione LiHS, un incontro per discutere di salute e sicurezza sul lavoro con modalità innovative.

Davide Scotti e Marco Satta hanno aperto la giornata introducendo le finalità del SLE e la grande soddisfazione per quanto fatto nel 2017 dal movimento Italia Loves Sicurezza, con il filo conduttore “perché aspettare un incidente per cambiare approccio alla sicurezza?” se possiamo farlo prima.

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Leandro Herrero, nel suo video messaggio ha elogiato il lavoro di squadra di ILS, perché il movimento sta percorrendo la strada giusta, quella del cambiamento su temi così difficili come quelli della salute e sicurezza sul lavoro. L’esperto di viral change ha indicato a tutti gli Ambassador di ILS i 10 principi che regolano un movimento, per lasciare un segno: “Cosa diremo ai bambini? Quello che stiamo seminando con Italia Loves Sicurezza”.

La proiezione del film “What Comes First” prodotto dalla SAIPEM con la regia di Paul Katis, ha creato notevoli spunti di riflessione, in primis la sicurezza è un buon affare. E’ necessario parlare ai nostri amici della sicurezza e chiedere di trasferire queste informazioni. Questa è la vera sicurezza, prendersi cura degli altri e comunicarla.

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Ha fatto seguito la tavola rotonda moderata da Claudio Micalizio, direttore delle news di Radio Monte Carlo che nel suo speech di apertura ha evidenziato come ILS sia un modello, un buon esempio, di come la soluzione ai tanti problemi che affliggono l’Italia in realtà ci sia. Bisogna soltanto prenderne consapevolezza, per i problemi come quello della sicurezza sul lavoro che ha profonde radici culturali. L’entusiasmo, l’impegno, la dedizione e la passione oltre il lavoro sono la soluzione per i problemi culturali del nostro Paese, l’unica strada per entrare nel “sistema” e risolverli.

Micalizio si è soffermato anche sull’approccio dei media alla sicurezza sul lavoro, “Oggi purtroppo morire sul lavoro non fa più notizia, eppure dal 1 gennaio abbiamo avuto oltre 700 morti. I giornalisti si accorgono di un infortunio quando a morire sono contemporaneamente 4-5 persone oppure muoiono in un modo particolarmente tragico. Non è casuale che il numero e la modalità dell’evento fanno notizia, più è eclatante la morte sul lavoro e più il giornalista fa riferimento ai suo strumenti di comunicazione: la fatalità, il dolore e soprattutto la caccia al colpevole, per sventolarlo all’opinione pubblica. Sarebbe opportuno dedicare un minuto al giorno sui media per parlare di sicurezza sul lavoro piuttosto che dedicarli alle solite beghe tra partiti”.

Sul palco si sono alternati in interventi particolarmente ispiranti David Trikey (esperto di viral change), Massimiliano Burelli (CEO della Thyssenkrupp), Guido Bressani (manager industriale), Terenzio Traisci (psicologo), Giovanni Lo Presti (direttore generale delle Cartiere del Garda) e Francesca Batoccini (pilota d’aereo).

David Trickey, ha affermato che “si può cambiare solo se si è nella testa degli altri. E’ sicuro al 100%? Questa è la domanda che dobbiamo farci sempre”.

Guido Bressani, ha raccontato la sua storia lavorativa e di come ha capito l’importanza della sicurezza sul lavoro; è fondamentale essere di buon esempio “se hai gli strumenti per valutare tutti i rischi non puoi permetterti di attraversare la strada lontano dalle strisce pedonali, perché sarai l’esempio a chi non è in grado di far la stessa valutazione e ti emulerà”.

Un grande successo per la seconda edizione del SLE con circa 500 partecipanti legati da una sola finalità: comunicare la sicurezza con metodi innovativi.

 

Safety Focus – Anno IV – Numero 10 – 5 Dicembre 2017

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