In occasione del 28 aprile, Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, l’Agenzia europea punta i riflettori sui rischi psicosociali e sulla necessità di ambienti di lavoro sani, inclusivi e capaci di proteggere davvero le persone.
di Mario Stigliano
In occasione del 28 aprile, Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, l’EU-OSHA lancia la nuova campagna “Together for mental health at work”, promossa nell’ambito della Healthy Workplaces Campaign 2026-2028. Il tema scelto è uno dei più urgenti e attuali per il mondo del lavoro: la prevenzione dei rischi psicosociali e la costruzione di ambienti professionali capaci di sostenere la salute mentale delle persone.
Il messaggio della campagna è chiaro: una forza lavoro che sta bene nasce da un luogo di lavoro sano. Quando le organizzazioni valorizzano e coinvolgono i lavoratori, non solo prevengono danni alla salute, ma favoriscono anche innovazione, collaborazione e successo nel lungo periodo. La salute mentale, dunque, non è un tema separato dalla produttività o dalla qualità dell’organizzazione: è una condizione essenziale per il buon funzionamento delle imprese e delle comunità lavorative.
Carichi di lavoro eccessivi, mancanza di controllo, comunicazione inefficace, molestie, violenze e scarsa gestione dei rapporti interni sono tra i fattori che possono compromettere il benessere psicologico. Se non affrontati, questi rischi possono contribuire a burnout, ansia, depressione e perdita di motivazione, con conseguenze pesanti sia per i lavoratori sia per le organizzazioni. Secondo i dati richiamati dalla campagna, il 29% dei lavoratori dell’Unione europea dichiara di sperimentare stress, ansia o depressione causati o peggiorati dal lavoro.
La campagna EU-OSHA promuove un approccio preventivo fondato sulla valutazione e gestione dei rischi psicosociali, sulla cooperazione tra datori di lavoro, dirigenti, lavoratori e rappresentanti, e su una visione integrata della sicurezza. La prevenzione, infatti, non può limitarsi ai soli rischi fisici: deve considerare anche il modo in cui il lavoro è organizzato, gestito e vissuto dalle persone.
Cinque le aree prioritarie individuate: valutazione e gestione dei rischi psicosociali; molestie, molestie sessuali e violenza; rapporto tra rischi fisici e salute mentale; rischi psicosociali nel settore sanitario e socio-assistenziale; sostegno alla salute mentale sul lavoro. Un quadro ampio, che conferma la necessità di intervenire non solo sui singoli comportamenti, ma sull’intero sistema organizzativo.
Il lancio della campagna il 28 aprile assume quindi un significato particolare. Parlare di salute e sicurezza sul lavoro oggi significa ricordare le vittime degli infortuni, ma anche riconoscere tutte quelle forme di sofferenza meno visibili che si consumano nei luoghi di lavoro: pressione costante, isolamento, paura, conflitti, ritmi insostenibili, mancanza di ascolto.
La sfida lanciata da EU-OSHA è culturale prima ancora che tecnica: fare della salute mentale una parte centrale di ogni lavoro. Perché un ambiente sicuro non è solo quello in cui si evitano cadute, schiacciamenti o esposizioni pericolose. È anche quello in cui le persone possono lavorare senza essere consumate dalla pressione, rispettate nella loro dignità e messe nelle condizioni di contribuire senza ammalarsi.
Il 28 aprile diventa così non solo una giornata di memoria, ma un’occasione per ridefinire il significato stesso di prevenzione: proteggere la vita, la salute e il benessere dei lavoratori nella loro interezza.
Safety Focus – Anno XII – Numero 11 – 28 aprile 2026



