Al Summit EU-OSHA 2025 Mikel Torres Lorenzo del governo Basco rilancia: “Ogni lavoro dignitoso deve essere prima di tutto sicuro”
di Mario Stigliano
Bilbao – Nel contesto del Summit “Lavoro sicuro e sano nell’era digitale 2023–2025”, la capitale basca si conferma uno dei centri europei più attivi sul tema della salute e sicurezza sul lavoro. Dal palco dell’Euskalduna Conference Centre, la rappresentante del Governo basco per l’Economia, il Lavoro e l’Occupazione ha tracciato una linea netta: la trasformazione digitale non può essere separata dalla prevenzione, soprattutto di fronte all’esplosione dei rischi psicosociali.
Accanto al direttore di EU-OSHA William Cockburn e al segretario di Stato spagnolo per l’Occupazione Joaquín Pérez Rey, il Governo basco ha rivendicato un ruolo da protagonista nelle politiche di prevenzione, sottolineando come le tecnologie digitali stiano riscrivendo il modo di lavorare – e, di conseguenza, il modo di proteggere la salute di lavoratrici e lavoratori.
Nel suo intervento, il rappresentante del Governo basco ha ricordato come negli ultimi tre anni la campagna europea “Lavoro sicuro e sano nell’era digitale” abbia contribuito a mettere a fuoco l’impatto delle nuove tecnologie sui luoghi di lavoro: piattaforme digitali, lavoro da remoto, realtà aumentata e virtuale, sistemi di intelligenza artificiale.
Da un lato, queste tecnologie offrono strumenti potenti:
- consentono di riprogettare compiti e orari,
- automatizzano attività ripetitive e usuranti,
- supportano la prevenzione in ambienti a rischio tramite robotica e algoritmi di analisi.
Dall’altro, però, amplificano i rischi psicosociali:
- perdita di autonomia percepita,
- aumento del carico di lavoro e della reperibilità,
- isolamento sociale dovuto al lavoro a distanza,
- confini sempre più sfumati tra vita privata e professionale.
Il messaggio chiave arrivato da Bilbao è chiaro: di fronte alla rivoluzione digitale, le amministrazioni pubbliche non possono restare spettatrici.
“L’unico modo – ha affermato Mikel Torres Lorenzo – per rafforzare la sicurezza e la salute sul lavoro è promuovere una vera cultura della prevenzione, in tutti gli ambiti e in modo condiviso” è stato il leitmotiv dell’intervento.
Il Governo basco, attraverso l’Istituto basco per la sicurezza e la salute sul lavoro, ha messo in campo negli ultimi anni una serie di iniziative mirate:
- Campagne di sensibilizzazione in occasione della Settimana europea per la sicurezza e la Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, con particolare attenzione a digitalizzazione e intelligenza artificiale.
- DigitalAN, iniziativa lanciata nel 2024, che include un innovativo “calcolatore” per valutare la salute digitale del lavoro nelle organizzazioni. Lo strumento ha confermato l’urgenza di definire protocolli chiari per la disconnessione.
- Campagne sul diritto alla disconnessione, per affermare che il lavoro digitale non può trasformarsi in reperibilità continua, e che il tempo di vita privata va protetto in modo esplicito.
- Una nuova campagna nel 2025 dedicata ad “aggiornare” la sicurezza e la salute sul lavoro al ritmo della trasformazione tecnologica, con un messaggio forte: il progresso digitale ha senso solo se accompagnato da un rinnovato impegno per la prevenzione.
- Una app dedicata alla sicurezza, presentata durante la Settimana europea, per avvicinare i temi di salute e sicurezza ai cittadini in maniera semplice, accessibile e coerente con le abitudini digitali.
La Strategia basca per la sicurezza e la salute sul lavoro 2021–2026 pone la prevenzione dei rischi psicosociali in una posizione centrale. Non basta più misurare gli infortuni fisici – pur restando una priorità –, ma occorre includere in modo strutturale la salute mentale ed emotiva nei modelli di gestione del lavoro.
Secondo la visione esposta a Bilbao, un’azienda può definirsi davvero sana solo se:
- protegge l’integrità fisica delle persone,
- tutela il benessere psicologico,
- promuove autonomia, equilibrio e qualità della vita lavorativa,
- investe in una cultura della prevenzione che non sia solo formale, ma vissuta e condivisa.
La parte più intensa del discorso ha toccato la dimensione umana degli infortuni sul lavoro. L’idea che “chi esce di casa per lavorare deve sempre poter tornare dalla propria famiglia” è stata ribadita con forza.
Ogni infortunio, è stato ricordato, non è solo una voce nelle statistiche: è una famiglia spezzata, un progetto interrotto, una vita perduta che non avrebbe dovuto esserlo.
Da qui il richiamo a trattare l’obiettivo “zero incidenti” non come una formula retorica ma come una responsabilità collettiva:
- istituzioni, imprese, lavoratrici e lavoratori,
- parti sociali, enti di vigilanza, mondo della formazione,
sono chiamati a un impegno quotidiano per rafforzare le risorse a disposizione, migliorare la qualità dell’azione preventiva e accompagnare i luoghi di lavoro in questa transizione digitale.
In chiusura, il Governo basco ha lanciato un messaggio che va oltre i confini regionali ed entra nel dibattito europeo sulla digitalizzazione del lavoro: la tecnologia non può diventare un fine in sé.
È un mezzo – potente, pervasivo, irreversibile – che va orientato verso un chiaro obiettivo: migliorare la qualità della vita lavorativa.
Se digitalizzazione e cultura della prevenzione procederanno insieme, è la visione condivisa al Summit di Bilbao, l’Europa potrà costruire imprese più competitive e allo stesso tempo società più giuste, sane e sostenibili.
Il cammino, è stato riconosciuto, è ancora lungo. Ma il messaggio partito dai Paesi Baschi è di fiducia e determinazione: solo lavorando insieme – istituzioni, agenzie europee, governi nazionali e regionali, parti sociali – il futuro del lavoro potrà essere davvero più sicuro, più sano e più umano.
#EUOSHASummit #EUhealthyworkplaces
Safety Focus – Anno XII – Numero 24 – 3 dicembre 2025



