Verso un’Europa senza amianto

Nuove linee guida UE e soglie più severe per proteggere i lavoratori

di Mario Stigliano

In Europa l’amianto non è un capitolo chiuso: è un’eredità ancora presente in milioni di edifici e infrastrutture, pronta a riemergere ogni volta che si demolisce, si ristruttura o si interviene in manutenzione. Non a caso la Commissione europea rilancia l’obiettivo di un’“Europa senza amianto” con un pacchetto di misure e con nuovi orientamenti operativi pensati per ridurre l’esposizione e, di conseguenza, il peso dei tumori professionali legati a questa sostanza.

L’amianto è un agente cancerogeno: il rischio maggiore nasce quando materiali che lo contengono vengono disturbati e rilasciano fibre nell’aria, che possono essere inalate anche in assenza di “polvere visibile”. Per questo, l’attenzione dell’UE si concentra soprattutto sui lavori su edifici datati, dove la presenza di materiali contenenti amianto resta probabile nonostante il divieto d’uso nell’Unione.

Le dimensioni del problema emergono dai numeri richiamati dalla documentazione UE: una quota molto rilevante dei tumori riconosciuti come “professionali” nell’Unione è attribuita all’amianto; e l’esposizione riguarda ancora oggi milioni di lavoratori, soprattutto nel comparto delle costruzioni e delle ristrutturazioni.

Il cuore dell’intervento è un set di orientamenti strutturati per la gestione del rischio amianto sul lavoro, elaborati con il contributo dell’EU-OSHA. La Commissione mette sul tavolo uno strumento “da cantiere”, non solo da scrivania: un documento che raccoglie esempi concreti di prevenzione e controllo, con numerosi casi studio e supporti visivi per mostrare, passo dopo passo, cosa funziona davvero nei diversi Stati membri.

Le indicazioni coprono i contesti più esposti: edilizia, ristrutturazione, manutenzione, ma anche ambiti spesso sottovalutati come la gestione rifiuti, i lavori infrastrutturali (scavi, reti, grandi opere) e persino situazioni di “esposizione passiva” in edifici dove l’amianto è presente e può degradare nel tempo.

Tra i punti chiave, la Commissione indica la necessità di rafforzare la protezione uniforme dei lavoratori in tutta l’UE intervenendo sul parametro più sensibile: il limite di esposizione professionale. La proposta illustrata nella scheda UE prevede di ridurre il valore limite a un livello dieci volte più basso rispetto a quello precedente, passando da 0,1 fibre/cm³ a 0,01 fibre/cm³.

È un segnale politico e tecnico: più prevenzione oggi per evitare costi sanitari e sociali domani, soprattutto in una fase in cui l’Europa spinge per accelerare la riqualificazione energetica degli edifici (con conseguente aumento dei cantieri).

Il messaggio che arriva da Bruxelles è netto: l’amianto va gestito con un approccio industriale e documentato. Le nuove linee guida richiamano elementi tipici di una prevenzione matura: valutazione del rischio, pianificazione dei lavori, identificazione preventiva dei materiali sospetti, monitoraggi, misure di contenimento, procedure per incidenti e superamenti, formazione, sorveglianza sanitaria e gestione corretta dei rifiuti.

In altre parole: non basta “sapere che l’amianto esiste”. Serve un sistema che lo intercetti prima che le fibre finiscano in aria — e che protegga non solo chi rimuove, ma anche chi lavora vicino, chi entra dopo, chi vive attorno.

Per l’Italia, dove il patrimonio edilizio è ampio e spesso datato, la sfida è doppia: aumentare il ritmo delle ristrutturazioni senza trasformare la transizione energetica in un moltiplicatore di esposizioni. Le indicazioni UE spingono in questa direzione: più consapevolezza, più standard operativi, più responsabilità lungo tutta la filiera (committenti, imprese, coordinamento, lavoratori).

L’obiettivo “asbestos-free” non si raggiunge con un annuncio, ma con migliaia di decisioni corrette ogni giorno: dalla diagnosi iniziale alla gestione del rifiuto, dal cartello di avviso al respiratore giusto, dal confinamento alla verifica finale. Ed è esattamente qui che gli orientamenti europei puntano: trasformare la prevenzione da obbligo formale a pratica quotidiana, misurabile e verificabile.

Approfondimenti

Scarica gli orientamenti per la gestione dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro legati all’amianto

Scheda informativa: protezione delle persone dall’amianto

Safety Focus – Anno XII – Numero 3 – 28 gennaio 2026