di Maria Carmela Bonelli
Cortometraggi, fumetti, reel e perfino idee per “modernizzare” i DPI: è partita la terza edizione del concorso nazionale dedicato alla cultura della sicurezza sul lavoro, rivolta agli studenti delle scuole superiori e dei percorsi IeFP.
La sicurezza sul lavoro si impara, ma soprattutto si costruisce. E può iniziare molto prima dell’ingresso in cantiere, in fabbrica o in ufficio: può iniziare a scuola. È questa la visione che guida la terza edizione del concorso nazionale “Salute e sicurezza… insieme! La prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro si imparano a scuola”, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con Inail.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, usando la creatività come leva educativa e come strumento di cittadinanza attiva.
Creatività al servizio della prevenzione: cosa possono presentare gli studenti
Il concorso si rivolge agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dei percorsi IeFP (Istruzione e Formazione Professionale). I partecipanti potranno inviare elaborati in diverse forme, lasciando spazio a linguaggi contemporanei e immediati:
- cortometraggi
- fumetti
- rappresentazioni grafiche o canore
- reel e spot
- proposte per rendere più moderni i dispositivi di protezione individuale (DPI)
- iniziative di sensibilizzazione sulla sicurezza
Un ventaglio ampio che punta a parlare ai giovani con i loro strumenti, senza ridurre la sicurezza a una materia “tecnica” o distante, ma riportandola al suo significato più concreto: prevenire, proteggere, scegliere responsabilmente.
Calderone: “Diamo spazio alla voce degli studenti”
Per la ministra del Lavoro Marina Calderone, educare alla sicurezza significa educare a valori che non riguardano solo l’ambiente lavorativo, ma la vita quotidiana: rispetto, responsabilità e consapevolezza. Il concorso, sottolinea, vuole rendere i ragazzi protagonisti di un percorso creativo capace di generare “visioni nuove e consapevoli” su un tema che riguarda il loro presente e il loro futuro.
Valditara: “La scuola è il primo presidio della sicurezza”
Un passaggio centrale arriva anche dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che definisce la sicurezza sul lavoro un “valore imprescindibile” e assegna alla scuola un ruolo chiave: essere il primo luogo in cui la sicurezza va insegnata e garantita.
Nell’annuncio, Valditara richiama anche interventi recenti in ambito scolastico:
- l’inserimento della cultura della sicurezza sul lavoro nelle nuove Linee guida per l’educazione civica
- regole più stringenti per le aziende che ospitano studenti nei percorsi scuola-lavoro
- l’estensione della copertura assicurativa Inail al personale scolastico e agli studenti, inclusi gli incidenti in itinere casa-stage
Inail: “Rafforziamo il legame tra scuola e lavoro”
A rimarcare l’importanza del progetto è anche il presidente Inail Fabrizio D’Ascenzo, che definisce l’iniziativa “preziosa” perché rafforza il collegamento tra contesto scolastico e lavorativo e aiuta a veicolare i temi della prevenzione verso le nuove generazioni, considerate determinanti per costruire un mondo del lavoro più sicuro e sostenibile.
Scadenza 2 marzo 2026 e premi fino a 3.000 euro
Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 2 marzo 2026, seguendo le modalità previste dal bando.
Ai migliori tre progetti saranno assegnati premi in denaro destinati all’acquisto di materiali utili a consolidare le iniziative dell’istituto su salute e sicurezza:
- 3.000 euro al primo classificato
- 2.000 euro al secondo
- 1.000 euro al terzo
È inoltre prevista la possibilità di una menzione speciale per un massimo di due ulteriori progetti.
Una sfida culturale (prima ancora che scolastica)
Il concorso “Salute e sicurezza… insieme!” arriva in un momento in cui il tema della prevenzione chiede un cambio di passo: non solo norme e adempimenti, ma consapevolezza diffusa, capacità di riconoscere i rischi, attenzione ai comportamenti e alle scelte organizzative.
Portare questi messaggi tra i banchi significa agire prima che i giovani diventino lavoratori. E significa anche riconoscere che la sicurezza oggi si comunica in tanti modi: un reel può aprire una discussione, un fumetto può spiegare un rischio complesso, un’idea su un DPI può diventare un’intuizione concreta.
In altre parole: prevenzione non è paura, è progettazione. E il futuro del lavoro sicuro può iniziare davvero da qui.
Safety Focus – Anno XII – Numero 2 – 26 gennaio 2026



